VACCINAZIONE ANTIRABBICA: PIU’ SICURA IN ITALIA

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha effettuato oltre 21.000 test sui cani vaccinati in Est Europa, rivelando una sensibile inefficacia rispetto ai cani vaccinati in Italia. Le cause sono attribuibili alla scarsa attenzione alla salute dell’animale dei paesi coinvolti, spesso colpevoli di falsificare i documenti della vaccinazione o non rispettare le tempistiche suggerite a livello internazionale.

VACCINAZIONE ANTIRABBICA: MENO EFFICACE SE AVVENUTA IN EST EUROPA

I rischi e i pericoli che possono provenire dall’adozione degli animali domestici d’importazione dai paesi dell’Est Europa, sono molti e diversi.
Nelle scorse settimane abbiamo parlato di una banda senza scrupoli, ben radicata anche in Italia attraverso il beneplacito di alcuni allevamenti nostrani, che favoriva l’adozione dei cani in condizioni di salute precarie. L’obiettivo dei balordi era far morire i cani più debilitati tra le braccia dei bambini che ne avevano chiesto l’adozione, così da incentivare una nuova adozione.

VIAGGI ESTENUANTI, DOCUMENTI CONTRAFFATTI E TEMPISTICHE

Ma non è solo questo il motivo per cui bisogna fare attenzione alla provenienza del cane. Un recente studio della rivista scientifica Zoones and public health ha confermato come i cani dell’Est Europa, i quali escono dagli allevamenti intensivi per essere esportati poi in Italia, sono soliti ad aver ricevuto una vaccinazione contro la Rabbia meno efficace rispetto ai cani vaccinati in Italia.
I motivi per cui esiste un’inefficacia del vaccino dell’Est Europa rispetto al corrispettivo italiano sono diversi. In primis il viaggio estenuante che il cucciolo deve affrontare, spesso in condizioni igieniche nulle e stipato con altri cani, per centinaia e centinaia di chilometri. In secondo luogo, i vaccini vengono effettuati ben prima delle 12 settimane raccomandate dagli standard internazionali. In altri casi, addirittura la documentata vaccinazione è fasulla e i relativi documenti dunque contraffatti.

I test seriologici andrebbero effettuati entro e non oltre i due mesi dall’avvenuta vaccinazione.

L’INEFFICACIA PUO’ DIPENDERE ANCHE DALLA RAZZA, DALL’ETA’ E DALLA TAGLIA

Secondo quanto riportato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che ha contribuito allo studio, anche la razza tende ad essere un fattore determinante per l’efficacia del vaccino. I beagle e i boxer sono le razze con un tasso di inefficacia più alto rispetto agli altri. Un altro fattore importante è la dimensione e l’età. I cani più grandi e più giovani sono inclini ad avere una risposta negativa.

I test condotti dall’IZSVe hanno coinvolto 20.119 cani per un totale di 21.001 test seriologici, che sono stati effettuati dal 2006 al 2012 su cani vaccinati contro la rabbia all’estero e in particolare provenienti da Albania, Repubblica Ceca, Ungheria, Montenegro, Polonia, Romania, Slovacchia, Serbia e Ucraina. I risultati hanno rilevato che oltre il 13% degli esemplari abbiano ricevuto una vaccinazione antirabbica inefficace.

Per comprendere meglio i dati riportati da IZSVe, ecco l’infografica realizzata dallo stesso Istituto: 


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