Parco Naturale di Cap de Creus: Clyde ai confini della Spagna orientale

Ormai io ed i compagni di peripezie (la mia umana con il suo amichetto) abbiamo macinato, sotto le ruote della nostra Yaris, più di 900 km di strada.
Dal Nord Italia siamo entrati in Francia, abbiamo attraversato tutta la Provenza e dopo quindici giorni di viaggio arriviamo finalmente in Spagna.
A soli 25 km dal confine francese ecco che appare l’ultima tappa del nostro “on the road”: il Parco Naturale di Cap de Creus.




Generalmente la Spagna non è un paese DogWelcome: burocraticamente è simile agli altri Paesi europei, ma per quanto riguarda i trasporti e gli alloggi è sempre un’impresa!
Il quattro ruote è sicuramente l’unico mezzo accessibile a noi quadrupedi per muoversi all’interno della Penisola iberica – soprattutto per gli scodinzolanti di taglia medio/grande come me – anche se siamo obbligati a stare all’interno del kennel o a portare la cintura di sicurezza per cani.
Io ho soggiornato a Roses, un paesino turistico situato a nord della Costa Brava e adiacente al Parco Naturale: qui è possibile trovare hotel con dei piccoli appartamenti adibiti a noi cuccioloni e la maggior parte dei bar e ristoranti ci accettano senza alcun problema.

Questo piccolo ritaglio spagnolo è così tanto vicino al confine che si è totalmente francesizzato, perciò risulta essere una meta perfetta per i fan delle vacanze a quattro zampe.
Oltre alle comodità, non posso non citarvi la natura selvaggia che caratterizza queste zone: per me è stato un vero spasso passeggiare negli scoscesi sentieri e fiutare nel secco terreno nuovi profumi, che conducono dritti dritti fino alle rinfrescanti acque salate.
Consiglio agli spiriti solitari e amanti del mare di esplorare le appartate calette di Murtra e Rostella.
Infine, ci sono delle pittoresche località come Cadaqués e Port Lligat (noti per aver ispirato Salvador Dalí) da visitare prima di raggiungere il faro di Cap de Creus.



Eccomi, finalmente sono nel punto più orientale della Spagna, dove domina la natura incontaminata descritta dall’impervio paesaggio roccioso che discende fino al Mar Mediterraneo.
Dopo aver perlustrato i dintorni, fino a raggiungere la piccola spiaggia che scruto nello scatto qui sopra, ci rilassiamo nel ristorante del faro: noi pelosi siamo i benvenuti e, non solo, veniamo dissetati e rifocillati!
Tempo fa, io e compagna umana ci trovavamo a Capo Finisterre, l’estremo opposto del continente spagnolo rispetto a Cap de Creus: proprio lì, nel punto in cui il sole tramonta dietro alle scogliere selvagge, c’è Finisterre dove lo stesso sole sparisce nell’oceano.

“C’è una gioia nei boschi inesplorati, C’è un’estasi sulla spiaggia solitaria, C’è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c’è musica nel suo boato. Io non amo l’uomo di meno, ma la Natura di più.” (George Gordon Byron)

 

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