Cari amici (pelosi e non),

Nell’articolo di oggi vi racconterò il primo capitolo del mio diario di viaggio: l’Isola d’Elba.
È mattino presto e la mia amica umana si affretta a caricare in macchina il mio zainetto ed il suo: spesso affrontiamo passeggiate fuori casa, ma di sicuro non mi aspettavo una lunga, anzi lunghissima gita, che sarebbe durata giorni interi!

Siamo partiti in auto dal nostro piccolo paese di provincia, fino ad arrivare a Piombino, dove ci siamo imbarcati per raggiungere la fantastica isola. Insieme abbiamo percorso tutta la costa orientale da nord a sud: punto di partenza Cavo e la meta da raggiungere è la penisola di Punta Calamita, considerata uno dei luoghi più panoramici e selvaggi del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

L’isola è particolarmente ospitale per noi pelosi, infatti la normativa regionale prevede il nostro libero accesso in tutti i luoghi pubblici, comprese le spiagge – piccola eccezione per Rio nell’Elba e Porto Azzurro, che hanno comunque degli spazi specifici come Dog Beach; inoltre non è necessaria nessun tipo di vaccinazione.
Insomma, l’Elba è sicuramente la meta perfetta per affrontare un trekking a “quattro zampe”… ma lasciate che vi consigli dei piccoli accorgimenti: portate sempre con voi l’antipatica museruola, il simpatico guinzaglio ed un dolce e chiaro richiamo. Quest’ultimo è fondamentale, soprattutto se si attraversano aree in cui è facile incontrare la fauna selvatica: un maldestro inseguimento giocoso potrebbe risultare rischioso, sia per noi che per il povero mal capitato selvatico! Il contatto diretto con la fauna autoctona mette a rischio la trasmissione di pericolose malattie, come la rabbia (veicolata dalle volpi) o la pseudorabbia trasmessa dai cinghiali – di cui l’isola è piena. Non solo, per pura esperienza abbiamo scoperto (forse per sbaglio) che ci sono alcuni percorsi, adiacenti al fantastico laghetto di Terra Nera, che potrebbero portarvi a scavalcare le recinzioni anti cinghiale: fate attenzione!

Se affrontate un trekking in un parco naturale, è fondamentale la paletta ecologica richiudibile e tascabile per ripulire la popo’: la nostra alimentazione è completamente diversa da quella degli amici del bosco, i quali potrebbero venire a contatto con batteri per loro molto pericolosi.
Viceversa, noi amici di città dobbiamo fare molta attenzione a bere da ruscelli o pozzanghere: potrebbero essere contaminati da batteri o parassiti come la tenia, principali cause di problemi gastro-intestinali, dunque è un’ottima soluzione mettere nel nostro zaino la comodissima travel bowl, accompagnata da una borraccia.
Buona isola!

“Le nostre valige logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere ma non importa, la strada è vita” (Jack Kerouac)




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