legge contro avvelenamenti
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LA LNDC CHIEDE UNA LEGGE CONTRO GLI AVVELENAMENTI

Al centro e al sud Italia viene registrato un aumento di cani avvelenati. Ma è abbastanza una legge apposita?

Proprio ieri parlavamo delle esercitazioni della speciale unità cinofila addestrata a Torino per segnalare la presenza di bocconi avvelenati.
Oggi riceviamo invece il comunicato della LNDC la quale segnala come sia urgente e necessaria una legge volta a punire i delinquenti che uccidono cani.

Se al Nord e in particolare a Torino, come dichiarato dagli organizzatori dell’iniziativa, non esiste un’emergenza avvelenamenti, al contrario al centro e al sud Italia le uccisioni di cani in seguito ad avvelenamento sono molto più frequenti. Tanto da spingere Piera Rosati, Presidente della LNDC ad inoltrare il comunicato.

A Cassano Irpino, in provincia di Avellino, sei cani sono rimasti vittime di un assassino che ha disseminato esche velenose addirittura nei recinti privati dove gli animali erano custoditi. Altri cinque cani sono stati avvelenati a Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, due dei quali purtroppo non sono sopravvissuti. Anche a Basciano, in provincia di Teramo, si è registrata l’uccisione di un povero cane di quartiere che viveva nel parcheggio di un supermercato. In questo caso il veleno è stato gettato a terra, senza essere mischiato con il cibo.
Vi risparmiamo le immagini dei cani uccisi. La diffusione delle immagini, oltre ad urtare la sensibilità dei lettori, potrebbe inoltre inorgoglire i trogloditi che hanno ucciso senza pietà i poveri animaletti.

Legge contro gli avvelenamenti: la richiesta di LNDC

L’importanza di una legge viene ricordata da Piera Rosati, che sottolinea come i casi di avvelenamento siano sempre più frequenti e che non mette in pericolo solo i cani, ma anche gatti e altre specie, compresa quella umana. Il fenomeno, prosegue in una nota la Presidente, è regolato da un’Ordinanza ministeriale rinnovata ogni anno. Da tempo LNDC chiede allo Stato che venga redatta una vera e propria legge per arginare e sanzionare questo comportamento disumano, senza successo.

L’Ordinanza citata dalla Rosati prevede specifici compiti a carico dei vari soggetti istituzionali, dal veterinario alla ASL, al Sindaco. Compito di quest’ultimo in particolare, è disporre la bonifica dell’area, segnalare con apposita cartellonistica la presenza di potenziali elementi dannosi e aprire immediatamente un’indagine. La Presidente invita inoltre in qualsiasi caso a sporgere denuncia e che tutti i soggetti coinvolti facciano la loro parte. Un’indagine seria permette di risalire forse a chi ha compiuto questo deprecabile gesto.

Legge contro gli avvelenamenti: il nostro punto di vista

Concordiamo con la Rosati su quanto sia importante una legge come deterrente per evitare che casi simili avvengano nuovamente. Tuttavia, la legge impedisce anche di rubare e di uccidere altre persone, ma questo avviene comunque. La vera soluzione sarebbe ammettere senza alcuna ipocrisia che al centro e al sud Italia, non è diffusa la cultura cinofila e l’amore per gli animali, se non un timido cenno di miglioramento nelle nuove generazioni. Pensiamo che l’introduzione dell’educazione civica nelle scuole e un programma di avvicinamento delle nuove leve al mondo della natura e animale, possa aiutare l’individuo a dimenticare pregiudizi, superare paure e scordare dogmi sbagliati a livello educativo o religioso.

Forse incentivare su scala nazionale l’addestramento di animali per segnalare la presenza di sostanze tossiche, un potenziamento del numero di telecamere e allora e soltanto allora, l’introduzione di una legge efficace, potrebbero essere soluzioni efficaci.






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