L’IMPORTANZA DELL’ALIMENTAZIONE: LA DIETA E SALUTE

Tutti gli animali per potersi mantenere in salute. sia in uno stato di mantenimento, sia in varie tappe della vita (gravidanza, allattamento, crescita, malattia) hanno bisogno di una dieta che sia, nel tempo, bilanciata e che apporti tutti i nutrienti di cui hanno bisogno.

La dieta è essenziale per il benessere e la qualità della vita dei nostri compagni a quattro zampe ed è dimostrato dalla stretta correlazione fra alimentazione e malattia.
Nell’uomo ormai questa correlazione è chiara e sono state trovate influenze dirette su alcuni tipi di malattie metaboliche (diabete, obesità), cancro, e malattie neurodegenerative.
Nel tempo anche gli animali da compagnia quali cani e gatti, hanno iniziato ad avere un’ altissima incidenza di queste malattie. Malattie che esistono in natura, ma che normalmente sono molto rare. Se ad esempio consideriamo il diabete, negli ultimi vent’anni si è registrato un aumento dell’incidenza del diabete mellito nella popolazione canina e felina; secondo alcuni è dovuto al prolungamento della vita media di questi animali, ma perché prolungare la vita danneggerebbe il pancreas? O invece allungando la vita media, gli effetti dell’inquinamento ambientale e dell’alimentazione sbagliata possono manifestarsi, così come succede per l’uomo?
Se trent’anni fa 19 cani su 10.000 visitati nelle cliniche veterinarie americane avevano il diabete, già nel 2003 l’incidenza era aumentata di tre volte (58 cani su 10.000).

Un’alimentazione corretta aiuta l’animale a condurre una vita più sana.

Per quanto riguarda invece il cancro, la grande incidenza nei cani ha portato all’attivazione nel 2005 di un registro tumori animali nella regione Veneto, in modo di approfondire l’epidemiologia e la biologia delle neoplasie; ciò dimostra una particolare attenzione per una malattia che è diventata comune.

Sempre per quanto riguarda la correlazione tra alimentazione e malattia, si è scoperto recentemente che alcuni cambiamenti epigenetici (non genetici) del DNA, possono essere indotti dall’alimentazione e, soprattutto, possono essere trasmessi alle generazioni successive. Ad esempio in uno studio si è visto che topi obesi se alimentati in un certo modo durante la gravidanza, hanno dei figli che non sviluppano obesità, mentre in un altro studio si è visto che le donne in gravidanza tendono a trasmettere ai figli informazioni per cui il bambino, una volta nato, può essere sensibile all’aumento di peso. 

In sostanza, somministrare un’alimentazione sbagliata, pur non creando dei sintomi immediati, può a lungo termine aumentare il rischio di sviluppare malattie e con la possibilità che venga trasmesso anche alle generazioni successive.

Quello che mangiano gli umani può essere dannoso invece per i cani.

Oggi in commercio esistono migliaia di formulazioni specifiche per il cane e per il gatto, sia per tutte le fasi della loro vita (dallo svezzamento alla vecchiaia, gravidanza, allattamento, etc) sia in caso di patologie. Sebbene siano ben formulati e utilizzati materie prime di qualità, i cibi estremamente lavorati sono sotto accusa e le lavorazioni eccessive (riduzione in farina delle materie prime, alte temperature di cottura, alte pressioni, etc) possono diminuire drasticamente l’apporto nutritivo di un alimento.

Ci sono a tal proposito numerosi studi sui principali processi di lavorazione, soprattutto del cibo secco (estrusione, pellettatura, etc) per analizzare queste modifiche.
Ad esempio viene studiata la reazione di Maillard, che avviene ad alte temperature; in questo caso quando proteine e carboidrati sono presenti, gli amminoacidi non possono essere utilizzati come nutrienti, in particolar modo l’amminoacido lisina. Vengono inoltre prodotte sostanze tossiche e potenzialmente letali. 

In uno studio del 1996 viene mostrato come durante questa reazione si perda la taurina nei cibi per gatti (uno dei motivi per cui viene poi aggiunta) e in un altro del 2014 si analizza la perdita della lisina nei cibi commerciali. Nei cibi estrusi per adulti si trovano mediamente 14,5 gr di lisina totale su Kg, sui cibi umidi (che si lavorano a temperature più basse) circa 28,4 gr di lisina totale su Kg e la lisina disponibile si abbassa ulteriormente. Inoltre i cibi che si possono utilizzare per le patologie, spesso vengono utilizzati come unica terapia senza tenere conto che ogni individuo è a se stante e ogni patologia può anche avere cause ed evoluzione ben differenti.

Questo incremento di incidenza di patologie e la crescente consapevolezza che un cibo sano e poco lavorato sia migliore, ha fatto sì che negli ultimi anni siano aumentate le persone che hanno scelto di dare una alimentazione casalinga al proprio animale. Nonostante il concetto possa essere corretto, troppo spesso “ci si arrangia” senza affidarsi ad un professionista. L’inesperienza può portare alla somministrazione di una dieta non bilanciata, inoltre si può incorrere nell’errore di pensare che gli avanzi della tavola siano adatti ai nostri amici a quattro zampe.
Un altro ostacolo per una corretta alimentazione può accorrere anche dalle numerose diete presentate online che sono spesso “standard” e che, come già detto, potrebbero essere idonee per cani con caratteristiche diverse dal nostro

 

Una dieta casalinga va bene, purché sia in linea con le caratteristiche del nostro cane.

Affinché una dieta con cibo fresco o casalinga sia bilanciata e dia benessere, sono necessari alcuni requisiti:

  • Conoscenza del metabolismo del cane e del gatto, che sono diversi da quello umano
  • Conoscenza degli alimenti indicati e proibiti per il loro organismo
  • Personalizzazione della dieta in base alle esigenze specifiche del proprio animale, considerando le diagnosi del veterinario. 

Sia in caso di patologie sia che il vostro animale stia bene, è essenziale che la dieta sia quindi preparata sul suo stile di vita, la sua attività media, la sua corporatura, la razza, l’età, il sesso.
Il consiglio è quello di non copiare le diete realizzate per altri animali e non somministrate diete realizzate in modo standard per tutti, perché si rischiano carenze ed eccessi.
Una dieta sana è sicuramente il primo passo per avere un cane e un gatto in salute, ma deve essere fatta in modo consapevole.

    1. Applied Veterinary Clinical Nutrition  Editors Andrea J. Fascetti, VMD, PhD, DACVIM, DACVN Professor
      Department of Molecular Biosciences School of Veterinary Medicine University of California Davis, California
      Sean J. Delaney, DVM, MS, DACVN Assistant Clinical Professor—Volunteer Department of Molecular Biosciences
      School of Veterinary Medicine University of California Davis, California Founder Davis Veterinary Medical Consulting, Inc. Davis, California Wiley-Blackwell ,212
    2. Critical Updates on Canine & Feline Health • pp.10-14 (2011) NAVC/WVC Proceedings
    3. The effect of extrusion on the nutritional value of canine diets as assessed by in vitro indicators C. Lankhorst a, Q.D. Tran a, R. Havenaar b, W.H. Hendriks a, A.F.B. van der Poel Animal Feed Science and Technology 138 (2007) 285–297
    4. Kim SW1, Rogers QR, Morris JG. Maillard reaction products in purified diets induce taurine depletion in cats which is reversed by antibiotics. Nutr. 1996 Jan;126(1):195-201.
    5. Charlotte van Rooijen, Guido Bosch, Antonius F. B. van der Poel, Peter A. Wierenga, Lucille Alexander and Wouter H. Hendriks1-  Reactive lysine content in commercially available pet foods -Journal of Nutritional Science (2014), vol. 3, e35, page 1 of 6


Dott.ssa Annalisa Barera
Cell: 3343867534
Per maggiori info: https://www.bausocial.it/luoghi/italy/veneto/venezia-1/nutrizionista/nutrizionista-animali-da-compagnia-venezia/

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