Il fight club di Clyde

Nell’articolo di oggi Clyde vi parlerà di alcune problematiche che potrebbero limitare le gite fuori casa ed escludere la possibilità di trascorrere una bella vacanza con l’amico a quattro zampe.
…Forse le avrete riscontrate anche voi nel vostro amico peloso!

Prima di tutto noi cani siamo dei soggetti: ciò significa che tutti abbiamo peculiarità etologiche molto simili a quelle del nostro antenato lupo, tanto che apparteniamo alla stessa specie. Ma ognuno di noi ha delle caratteristiche individuali che dipendono direttamente dalle esperienze vissute.
I cani che hanno una buona conoscenza del mondo che li circonda sono felici: non avranno fobie o stati d’ansia che li tormentano, quindi potranno passare più tempo con il proprio umano, uno dei momenti più ambiti della giornata (oltre a quello della pappa, ovviamente!).
Nonostante ciò, molti pelosetti come me possono avere problemi caratteriali e di convivenza, soprattutto se alla base dei ricordi passati ci sono traumi di abbandono o maltrattamento.
Nel mio caso, la difesa del territorio dalle intrusioni dei miei simili pelosi è fondamentale, e comprende lo spazio che mi circonda anche al di fuori dalle mura di casa. Aggredisco, ringhio e abbaio a qualunque cane cerchi di invadere la zona da me prescelta, semino notizie chimiche in ogni angolo e ripetutamente raspo il terreno con tutte e quattro gli arti.
Con quest’ultimo comportamento incido sul suolo una sorta di “firma”, visiva e soprattutto olfattiva, che va a rinforzare il significato di possesso territoriale, definito in precedenza dall’altra marcatura. Se questi atti d’intimidazione non vengono rispettati, sono costretto ad aggredire l’irsuto intruso. Dico “costretto” perché io sono maschio: devo difendere ciò che è mio da altri pretendenti – infatti ho molte amiche femmine!
Sono incrociato con un Pastore Belga Molinois: appartengo ad una razza predisposta a possedere caratteristiche genetiche territoriali.
Il brutto carattere non mi impedisce di girare il mondo con la mia amica umana e, quando pratichiamo Pet Therapy, prima di tutto ci accertiamo dell’assenza di altri cani.
Con un po’ di pazienza ed aiuti adeguati tutto è possibile.
Quando passeggio libero ho imparato a rispettare i richiami di Dania senza esitare, lasciando che sia lei ad occuparsi del fastidioso incontro. Il problema però sussiste quando sono accompagnato al guinzaglio: sbraito inferocito contro qualsiasi mal capitato.
A questo ci stiamo ancora lavorando! …credo che la sua intenzione sia quella di farmi abituare alla presenza di altri pelosi, premiando le reazioni meno aggressive, pur avendo vicino un simile non del tutto gradito.
Il percorso è lungo, ma ci sono stati grandi progressi: oggi non aggredisco più, minaccio soltanto le povere bestiole che vedo all’interno dei loro giardini, al di là delle recinzioni.
Però fate attenzione a non confondere l’attacco aggressivo con il gioco sociale: adoro simulare, con la mia sorellina Bonny, dei veri e propri combattimenti all’ultimo sangue!




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