La materia preferita da noi cani? Il gioco!
Fin da cuccioli impariamo ad affrontare il mondo giocando: i nostri fratellini sono i primi con cui testiamo la nostra forza, acquisiamo l’autocontrollo ed impariamo ad organizzare le relazioni sociali. Il gioco continua ad essere parte integrante della nostra vita anche da adulti: ci mettiamo alla prova, sviluppiamo le nostre capacità, l’autostima e la sicurezza in noi stessi.

La divertente attività non deve essere mai dimenticata, perché fortifica nel migliore dei modi lo straordinario legame di complicità tra noi cuccioli e voi umani.
Prima di tutto, vorrei esprimere che in qualsiasi sistema educativo c’è un allievo più o meno portato ad una disciplina piuttosto che ad un’altra, quindi è opportuno capire quale gioco è il più utile e gradito dal soggetto peloso.
Io, Clyde, non apprezzo le palline, non le trovo affatto interessanti e nemmeno divertenti! Infatti, Dania ha provato diverse volte a farmi rincorrere qualche giochino da lei lanciato, ma io mi sdraiavo ai suoi piedi in attesa di qualche cosa di più esaltante!
Certo, potrei imparare “il riporto” come qualsiasi altro cane, ma è qui che appare la sottile differenza tra un “gioco” e un “ordine”: l’ordine ha come obiettivo l’ubbidienza, mentre il gioco non ha alcun tipo di finalità, è solo piacevole!
Nonostante ciò, mi piace applicarmi in esercizi d’agilità, in cui ho davvero un innato talento determinato dalle mie origini di razza. Adoro collaborare e interagire con la mia umana, divertendomi a capire alcune sue richieste (seduto, terra, zampa…) ben ricompensate con complimenti e gustosi bocconi, perché mi sento appagato e pieno di capacità.
Piccole attività possono pian piano portare ad esercizi più complessi, come imparare ad aprire le porte d’entrata o saltare in casa dalle finestre spalancate, per il puro e semplice piacere di svegliare la mia amica Dania la mattina presto!
Credete ancora che io non sia in grado di recuperare una palla?
Esistono molti giochi che si possono proporre a noi cani: il tira e molla, il riporto, il problem solving e le ricerche olfattive sono i più comuni.
Il compagno umano, come vi ho raccontato nell’articolo precedente, stipula delle regole che noi pelosi seguiremo con più facilità se egli appare ai nostri occhi come la figura più importante, coinvolgente ed imprevedibile nelle sue proposte di gioco.
Comprendere cosa piace e cosa non piace fare al proprio cane significa conoscerlo, capire e risolvere le problematiche comportamentali che si posso riscontrare in vacanza e soprattutto nella vita di tutti i giorni.




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