L’emendamento di Michele Anzaldi, deputato PD supera l’ammissibilità: tassare annualmente i proprietari di cani non sterilizzati per contrastare il randagismo. 

Tassare i cani non sterilizzati per contrastare il randagismo. E’ questo l’emendamento del deputato PD Michele Anzaldi, che sta suscitando scalpore e polemiche in questi giorni nel mondo canino.

Tra le motivazioni della proposta di Anzaldi, oltre “dal punto di vista etico” è anche una questione di carattere economico. Secondo i dati da lui esposti, un cane nel canile costa dai 1.000 ai 3.000 euro annui.
Numeri astronomici se si pensa al numero totale sul territorio nazionale, ma siamo sicuri che tassare i cani già adottati sia una soluzione efficace? Quante sono le probabilità che un cane in appartamento non sterilizzato possa fomentare il fenomeno randagismo?

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Poco tenere infatti le reazioni EnpaAnmvi, ovvero l’associazione nazionale medici veterinari, non proprio due enti totalmente estranei al problema, che parlano di “proposta schizofrenica” e “sconcertante minsconoscenza delle cause del randagismo”

Fuori dal coro Piera Rosati, Presidente Nazionale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, che commenta:

La tassa sui cani non sterilizzati all’ordine del giorno in Parlamento è un primo passo per chiudere il rubinetto del randagismo” – commenta la presidente nazionale di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Piera Rosati. Ogni anno milioni di euro vengono spesi per questa piaga non estirpata, che genera a sua volta maltrattamenti, frutto di abbandoni criminali, figlia di una inciviltà che non ha pari in Europa.  L’emendamento alla manovra economica proposto è però imperfetto e non va a colpire proprio là dove si origina il randagismo: è incomprensibile l’esenzione per i pastori e i cacciatori. Vi sono aree del paese in cui proprio queste categorie producono la proliferazione di cani randagi, in seguito a continui accoppiamenti o ad abbandoni “mirati”. Non registrano i cani e li gettano in strada quando se ne devono disfare. Il Parlamento corregga immediatamente il tiro.
Giusto e doveroso che anche gli allevatori siano controllati, sia quelli ufficialmente registrati sia i tanti spacciatori di cani di razza, che operano in nero, illegalmente, che importano cani dall’Est o che li fanno riprodurre con esiti barbari.  L’Italia è piena di pseudo allevatori improvvisati ed è necessario rinforzare i controlli affinché chi lucra sugli animali ne assicuri il benessere e paghi le tasse sui profitti generati.
Questo primo passo va quindi implementato con le attività di controllo che esistono sulla carta, per arrivare ad una efficacia vera dell’anagrafe canina, oggi ancora ferma al palo in troppe regioni, accanto ad aiuti e sconti per quella fascia debole di popolazione che non può permettersi il costo di una sterilizzazione”, conclude Rosati.

NON PROPRIO TUTTI…
“Sono esentati dall’imposta: i cani di proprietà di allevatori professionali, i cani esclusivamente adibiti alla guida dei ciechi e alla custodia degli edifici rurali e del gregge; i cani adibiti ai servizi dell’Esercito ed a quelli di pubblica sicurezza; i cani appartenenti a categorie sociali eventualmente individuate dai comuni.”

Sarà, ma all’efficacia di questo emendamento, non ci credo particolarmente. Concordo sul fatto che una campagna di sensibilizzazione alla sterilizzazione del cane possa essere utile, ma si può considerare la proposta Anzaldi a tratti delirante, e la cui unica utilità sia quella di impoverire ulteriormente le tasche di chi ha fatto una scelta di adottare un cane (magari proprio dal canile) e rimpinzare le tasche dei Comuni con un’altra subdola tassa.

Parlo per la mia esperienza: ho adottato Snoopy da un canile di Reggio Calabria. La storia di Snoopy non è un segreto, è stato trovato per strada insieme ai fratellini e probabilmente è stato in precedenza vittima di maltrattamenti (una vistosa cicatrice sotto al collo ne è una triste testimonianza) ma, personalmente, ho deciso di non sterilizzarlo. Questa mia scelta non inciderà sull’incremento della popolazione randagia canina e soprattutto, anche se dovessi pagare una tassa, non sono i soldi che verso al Comune che rendono il mio cane incapace di ingravidare una cagnolina, non è la minaccia di farmi pagare una tassa per dissuadermi sulla decisione di non sterilizzare Snoopy e tanto meno non è il versamento di una tassa a rendermi un padrone più attento di quanto già non lo sia.




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