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EGITTO PRONTO AD ESPORTARE 4.100 CANI E GATTI RANDAGI

La patria delle piramidi sembra voglia combattere il randagismo attraverso le esportazioni degli esemplari in altri paesi. Le istituzioni non negano l’iniziativa, ma “non sono in grado” di fornire dettagli circa la destinazione degli animali. Intanto sono 65 i morti quest’anno a causa di morsi di cani randagi

EGITTO, AL VIA L’ESPORTAZIONE DEI RANDAGI, IL RIFIUTO DI SALAH

In un periodo in cui le relazioni tra l’Italia e l’Egitto non sono tra le più rosee, proprio oggi infatti il Presidente della Camera Roberto Fico ha annunciato l’interruzione delle relazioni diplomatiche con le Istituzioni del Cairo a causa della fase di stallo nelle indagini sulla morte di Giulio Regeni, un’altra triste notizia arriva dall’Egitto.

Attraverso un tweet del giocatore egiziano Salah del Manchester United, è stata sollevata a livello internazionale una controversa operazione del governo egiziano. Sembra infatti che oltre 4.000 cani e gatti, verranno esportati in altri paesi. Non è chiaro lo scopo dell’esportazione, ma si teme che gli animali saranno destinati al consumo alimentare. Il calciatore si è subito opposto, dicendo che quest’operazione non avrà luogo, tuttavia non sembra che l’Egitto voglia interrompere l’esportazione.

ESPORTAZIONE IN COREA?

Il timore è che i cani e i gatti possano esportati proprio in Corea del Sud (in cui è stato recentemente chiuso un allevamento degli orrori), timore generato anche dalle dichiarazioni scellerate della deputata egiziana Margaret Azer, la quale ha proposto di inviare gli animali randagi proprio nel paese orientale: “Diversi sudcoreani hanno criticato l’Egitto perché non esporta i suoi cani randagi anziché lasciare che feriscano la gente per strada” ha dichiarato la politica egiziana non più di qualche giorno fa.

 

 

IL PROBLEMA RANDAGISMO E LE MORTI NUMEROSE

Diversi cittadini e associazioni animaliste si sono appellate al Governo egiziano, il quale ha fatto sapere che i dettagli sulla spedizione verranno rilasciati probabilmente dopo che essa è avvenuta. Ha inoltre rassicurato che i cani e i gatti spediti, saranno perlopiù di origine randagia, qualunque cosa essa voglia dire. I numeri sugli animali randagi che popolano le strade egiziane sono considerevoli. Sono circa 22 milioni i cani randagi, secondo uno studio recente, che ha inoltre rilasciato un dato preoccupante: dal 2014 al 2017 sono circa 1,3 milioni le persone morse dai randagi e che hanno portato a 231 decessi. Solo quest’anno, le morti sono state 65.

MODO CURIOSO DI COMBATTERE LA PIAGA D’EGITTO

Di certo il Governo egiziano ultimamente non sta procedendo in modo da attirarsi le simpatie non solo italiane, ma anche del mondo intero e dei suoi cittadini in primis. Non siamo ottimisti sull’evolversi della situazione. Se l’Egitto pensa di risolvere in questo modo il problema randagismo e la Corea del Sud crede di evitare le pressioni internazionali per via del consumo di carne animale importato da altri paesi, probabilmente si sbagliano entrambi.

Secondo quanto riportato da AGI, l’Egitto sta cercando veterinari disposti a sopprimere i randagi, fino ad una quota di 80 animali a settimana. Le carcasse degli animali ufficialmente dovrebbero essere sepolte fuori dalla città, ma alcune associazioni animaliste sembrano aver documenti fotografici che attestano “lo smaltimento” dei corpi nell’acqua.

Ci auguriamo che il piano di Salah, qualunque esso sia, possa funzionare.

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