DIETA BARF: IN COSA CONSISTE L’ALIMENTAZIONE CHE DIVIDE I PROPRIETARI DI CANI E GATTI

 

La dieta BARF consiste nell’alimentare i cani, (ma anche i gatti e altri carnivori) con carne cruda, ossa edibili e organi.
BARF ad oggi è l’acronimo di Biologically Appropriate Raw Food, ovvero cibo crudo biologicamente appropriato, mentre in passato veniva, e a volte viene tuttora, usato come acronimo di Bones And Raw Food (ossa e cibo crudo).

I sostenitori di questa alimentazione asseriscono che una dieta naturale basata su carne cruda, ossa e organi sia nutrizionalmente superiore ai mangimi commerciali e che una dieta a crudo ben bilanciata porti numerosi benefici alla salute degli animali, tra cui un mantello più sano, denti più puliti ed eviti persino l’alito cattivo.
Facendo una veloce ricarica su internet troviamo svariate discussioni circa gli effetti sulla salute apportati dalle alimentazioni industriali, come per esempio il fatto che i mangimi industriali, soprattutto quelli secchi (croccantini), contengono spesso una elevata quantità di cereali, il che non è proprio l’ideale per cani e gatti, soprattutto per quest’ultimi che sono carnivori stretti; molti proprietari di animali nutriti a crudo dichiarano di aver notato un miglioramento generale della salute del proprio amico peloso, già dopo poco tempo essere passati alla BARF.

Come tutti sappiamo, in quest’epoca che va di corsa e che ha bisogno di avere tutto pronto e tutto subito, i mangimi industriali la fanno da padrone nel mondo del pet’s food, ma dobbiamo tener conto che il calore utilizzato nel processo di produzione dei mangimi riduce il livello e la disponibilità di nutrienti e i produttori, sono costretto così ad arricchire i loro prodotti aggiungendo vitamine e minerali e di conseguenza diversi nutrizionisti pongono quesiti sul vero apporto nutrizionale di tali alimenti. Uno studio effettuato sui topi, per esempio, ha dimostrato che la digeribilità degli amminoacidi nei mangimi per gatti è alterata dal calore di produzione.
I sostenitori delle diete naturali quali la BARF, sostengono l’importanza di conoscere con certezza cosa stia mangiando il proprio animale domestico, avendo in prima persona preparato il suo pasto, al contrario di quanto avviene con il cibo industriale dove gli ingredienti sono raramente riconoscibili.



Il Dr Ian Billighurst, medico veterinario australiano e proprietario del marchio registrato ‘Barf Diet’ e del BARF World Distributor Network, dichiara nei suoi libri che il cane si è evoluto per milioni di anni con una dieta naturale a crudo e che quindi quella sia la sua fonte ideale di cibo (ed effettivamente se ci pensiamo, fino a qualche decennio fa, i mangimi industriali per cani, non esistevano né erano una priorità del mercato). Il Dr Billighurst dichiara anche che i cibi processati non sono biologicamente adatti all’apparto digerente del cane e che una alimentazione più vicina a quella dei suoi avi selvatici sia biologicamente più appropriata. I fautori delle diete a crudo sostengono inoltre che somministrando ossa polpose non portanti e crude annulli il rischio di perforazione intestinali, e che i rapidi tempi di digestione richiesti da questi modelli alimentari (2-3 ore rispetto alle 8-12 ore richieste dalla digestione completa dei cibi industriali) non consentano la proliferazione di virus e batteri e che abbattendo alcuni tipi di carni si azzera il pericolo di parassitosi perché è sufficiente utilizzare accortezze per evitare tale pericolo, come ad esempio congelare per 96 ore le carni di pesce azzurro o per 40 giorni le carni di suini e selvaggina.
A sostegno della superiorità dell’alimentazione a crudo, c’è anche un importante studio effettuato su 900 gatti per un periodo di 10 anni dal 1932 al 1942, dove il Dr Francis M. Pottenger Jr, ha dimostrato che i gatti nutriti per due terzi con carne cruda e con un terzo di latte crudo con olio di fegato di merluzzo vivevano in grandi condizioni di salute, mentre quelli alimentati con gli stessi ingredienti cotti sviluppavano malattie degenerative e difficoltà nella riproduzione, con le successive generazioni afflitte da problemi di salute.

Non mancano, come in tutto, anche i contrari alla dieta BARF i quali sostengono invece che le diete a crudo paventano alcuni potenziali rischi derivanti da questo tipo di alimentazione: tra questi, vengono spesso citate perforazioni intestinali, fratture dentali, proliferazioni batteriche, virali e parassitosi.
Alcuni ipotizzano addirittura un possibile aumento dell’aggressività in animali nutriti con questo modello alimentare, ma sono prontamente smentiti da chi propone diete a crudo ai propri animali i quali, anzi, vantano un comportamento più tranquillo ed equilibrato dovuto all’appagamento derivante da una alimentazione naturale, ai tempi di digestione molto più veloci e alla mancanza di carboidrati.

A conclusione di tutto, qualunque sia la vostra idea a riguardo, se decidete di provare questo tipo di alimentazione, tenete conto dei pro e dei contro e soprattutto chiedete consiglio al vostro veterinario su come iniziare, sulle quantità di cibo da somministrare al vostro cane e soprattutto sulle regole base da seguire affinché il vostro migliore amico, viva una vita lunga e serena.
Se vi va, se già siete in BARF raccontateci la vostra esperienza e, se non lo siete ma siete incuriositi da questa alimentazione, fateci sapere se la proverete!


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