Clyde alla scoperta del deserto francese!





Eccomi, sono pronto per una nuova avventura!
Lo scatto qui sopra potrebbe confondere i miei cari lettori: no, non sono nel deserto del Sahara! In realtà mi trovo sulla costa atlantica francese, nella regione dell’ Aquitania.
La Francia è sicuramente un paese adatto per trascorrere una vacanza a quattro zampe: possiamo entrare in molte strutture come hotel, campeggi, ristoranti, scorrazzare liberi nei giardini delle grandi città come a Parigi o divertirci su spiagge definite “dog friendly” (la Normandia è tra le più gettonate).

Potremmo riscontrare dei piccoli inconvenienti per quanto riguarda i mezzi pubblici (autobus e metropolitane): per la mia amica umana dev’essere alquanto drammatico dovermi tenere in braccio per tutta la durata del tragitto! Infatti i pelosi che come me superano i 6kg non sono ammessi.

Le nostre vacanze sono sempre on the road: non vogliamo rischiare di annoiarci e l’automobile è sicuramente il mezzo prediletto da noi cuccioli, essendo familiare ci fa sentire più al sicuro.
Siamo partiti alla volta della bellissima città di Bordeaux, per poi spostarci 70km a sud nel piccolo comune di La Teste de Buch. Proprio qui è situata la famosa Dune du Pilat, che con i suoi 120 metri di altezza è considerata la duna di sabbia più alta d’Europa.

Questo luogo è fantastico non solo per l’immensità della duna, ma anche per il paesaggio circostante: per raggiungere la montagna di sabbia bisogna prima attraversare una vera e propria foresta; una volta arrivati in cima, è inevitabile discendere il suo lato opposto, fino a raggiungere il gelido oceano Atlantico.
Devo dire che è stato davvero uno spasso scorrazzare libero in quell’enorme spiaggia, ma sicuramente molto impegnativo dal punto di vista fisico.

In particolari situazioni – come quando siamo sottoposti a sforzi intensi sotto il sole, le nostre capacità di raffreddamento diminuiscono rapidamente, causando un drastico aumento della temperatura corporea: è il colpo di calore.

Noi pelosi non traspiriamo, l’unico modo che abbiamo per raffreddarci è eliminare il vapore acqueo dalle vie respiratorie: i primi sintomi sono infatti l’aumento della frequenza respiratoria ed una esagerata salivazione. Se la nostra temperatura corporea raggiungesse i 43°C rischieremmo di morire!
In tal caso, è urgente riportare la temperatura a 39°C – ma non al di sotto di questa soglia – raffreddando la parte della testa e dell’addome, oppure immergendoci completamente nell’acqua fredda.
Alcuni di noi sono molto più esposti a questo pericolo: i miei simili a muso corto (bulldog francese, boxer…), quelli dal manto spesso (siberian husky, chow – chow…) e gli amici un po’ sovrappeso.

Ma tutto ciò non deve fermare le nostre avventure!

“Si scorge sempre il cammino migliore da seguire, ma si sceglie di percorrere solo quello a cui si è abituati”. (Paulo Coelho)




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