BALTO E TOGO, A FIRENZE UN’AREA CANI INTITOLATA AI DUE CANI EROI 

Firenze, un’area cani sarà intitolata a Balto e a Togo, i due cani husky che nel 1925 salvarono la città di Nome da un’epidemia di difterite.

Una mozione approvata all’unanimità nella giornata di ieri dalla sesta commissione consiliare Ambiente, Vivibilità Urbana e Mobilità di Firenze, su proposta del vicepresidente della commissione Alessandro Draghi di Fratelli d’Italia, ha stabilito che un’area cani del Comune sarà dedicata a Balto e Togo. I due cani sono ricordati per aver aiutato la popolazione di Nome, in Alaska, durante l’epidemia di difterite del 1925.
Nella città di Firenze esistono altre aree cani dedicate a cani famosi: Argo, Laika e Rin Tin Tin.

Alessandro Draghi ha dichiarato: 

“Si rende così omaggio ai cani e alla loro vicenda resa famosa da film e cartoni animati che hanno fatto appassionare e commuovere molti bambini e adulti. Un omaggio anche per i nostri amici animali domestici che hanno dovuto subire insieme a noi i mesi della quarantena. Una dedica non da ultimo anche ai cani impiegati nella protezione civile nelle aree devastate dalle sciagure naturali”

LA STORIA DI BALTO E TOGO

Balto e Togo sono stati due cani husky che nell’inverno del 1925 hanno salvato, insieme ai rispettivi padroni, la città di Nome, in Alaska, dall’epidemia di difterite che colpì la popolazione. Diversi i film, di animazione e non, dedicati ai due cani eroi, tra tutti Balto, film d’animazione del 1995 e Togo, film dello scorso anno con Willem Dafoe in streaming su Disney+. Curiosità: il cane husky che interpreta Togo è un discendente diretto del vero Togo che salvò la città di Nome.



L’EPIDEMIA DI DIFTERITE

L’epidemia scoppiò nel gennaio del 1925, il 19 dello stesso mese morì di difterite il primo malato, un bambino di 2 anni. Presto molti altri persero la vita per via dell’epidemia. Le autorità si accorsero presto di quanto stesse accadendo e che la malattia avrebbe generato numerosi morti. La scorta di antitossina utile a curare la difterite era però terminata, e quelle più vicine erano ad oltre 600 miglia di distanza. La posizione in cui è situata Nome non favoriva però il trasporto in tempi brevi: non esisteva una via ferroviaria e le navi non potevano attraccare per via degli iceberg. Nemmeno gli aerei potevano avvicinarsi per via delle tempeste. Ecco quindi la soluzione delle slitte trainate dai cani, solitamente utilizzati per la corrispondenza.

LA CORSA AL SIERO

La corsa al siero iniziò e la staffetta vedette la partecipazioni di venti mute di cani da slitta, che percorsero la distanza in appena cinque giorni, con temperature che sfioravano i -40°. Se si considera che per percorrere la stessa distanza i postini impiegavano una ventina di giorni, si può dire essere un record.

 

 

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